Ci sono dolci che fanno cominciare una conversazione. In questo racconto, Aurora nasce facendo tacere un intero caffè.
Prima di rientrare al palazzo comunale, Imbriani e il suo assistente Caprioli si concedono una sosta da Guadagni. Fuori scende la sera; dentro, tra i tavolini di marmo e il profumo del laboratorio, le preoccupazioni possono aspettare ancora qualche minuto.
Carmine arriva con una creazione nuova: frolla dorata, un cuore morbido di formaggio fresco e panna, una meringa alla vaniglia. Poi un gesto cambia la scena. Versa un liquore e avvicina un fiammifero.
La fiamma corre sulla superficie. Nel racconto, i suoi riflessi passano dal verde al blu e al giallo: un piccolo cielo polare racchiuso in un piatto. I cucchiaini si fermano. Gli sguardi si incontrano.
«Vedi, Peppino? Somiglia all’aurora che si dice illumini le notti del nord.»
È Imbriani a trovare il nome. Carmine lo accoglie con un sorriso.
«Da oggi sarà l’Aurora.»
Quando la luce si spegne, resta quel momento condiviso: la sorpresa di qualcosa che nessuno, al tavolo, si aspettava.
È questa la scena che accompagna il nome CheesCake Flambè — Battezzata Aurora. Un incontro fra pasticceria e immaginazione, da leggere prima di scegliere il prossimo dolce.
Ti ha incuriosito? Quando passi da Guadagni, chiedici di Aurora e della sua disponibilità.
